venerdì, 21 settembre 2007

CARLO MAVER

maverquartetLa verità è che a me il tango piace ancora, nonostante per motivazioni varie l'abbia abbandonato come stile di vita. La verità è che quando il tango mi incontra per caso per strada, in radio, ovunque non l'abbia scelto io, mi sento chiamata in causa, io sono per metà tango, questo non lo posso rinnegare. Il tango mi prende alla gola e mi strizza il cuore, mi scava ancora l'anima, come 9 anni fa, quando per la prima volta l'ho ascoltato e ho capito che quella era la mia musica. Ognuno ha la propria di musica, io non ho niente da ridire se uno sceglie la tecno, o il reggae, io con la mia malinconia strisciante è lì che devo andare. Non c'è niente da fare.

Tutto questo per dire che stasera Carlo Maver suonerà ancora per noi a Bologna, all'inaugurazione di un negozio di fiori, dalle 19:30 in poi.

Io ci sarò.

postato da: Smellissa alle ore 09:13 | link | commenti (4)
categorie: musica, annunci, tango
mercoledì, 12 settembre 2007

MANINE ANNI '90

gseLa mia attività come dj anni '90 procede, insieme alla ricerca costante di cimeli della decade, io se ritrovassi queste manine qui sarei la donna più felice del mondo...

postato da: Smellissa alle ore 14:52 | link | commenti (8)
categorie:
giovedì, 06 settembre 2007

testaIo non sono mica fatta per vivere a settembre, cioè, se fosse settembre sempre io sarei matta, una di quelle che girano parlando da sole, perché a settembre è come se tutti i pensieri che durante gli altri mesi ho archiviato aspettando tempi migliori, vengano fuori reclamando attenzione, è come se il Cestino mi rivomitasse addosso tutti i file rimossi, anche i temporanei, quelli trasparenti che non si sa dove stiano poi veramente.
Che poi non è che i miei pensieri vengano fuori omogenei, per argomenti, no, io a settembre per gestirli dovrei non lavorare in verità. Se un momento la mia priorità è capire se adeguarmi alla
vita alta e alle francesine che imperversano in tutte le vetrine correndo il rischio dell'effetto zia, l’attimo dopo sono in meditazione cercando “le vie che conducono all’Essenza”, struggendomi "per quei larghi occhi chiari" intravisti per un attimo e che mai più rivedrò, mentre intanto bussa alla porta l’esigenza impellente di comprare uno specchio, prima di cominciare ad uscire di casa vestita come una homeless o come Kate Moss nei momenti peggiori della sua rovinosa relazione con quel tossico di Doherty. O peggio ancora e non riesco quasi a pensarci: come le gemelle Olsen, ecco, l'ho detto.
Meno male che almeno la cura dell’acqua da i suoi frutti insperati in questi giorni, o almeno credo, a giudicare dai jeans che mi si infilano come un guanto, dato  che non posso fidarmi dell’immagine allo
specchio visto che non ne ho uno, anzi, ne ho uno di uso pubblico, il portone luccicante di una palazzina di recente ristrutturazione in via Paradiso.
Quando uno mangia poco pensa di più e in modo più lucido, questo mi disse una volta uno sciamano sulle montagne del Messico, vabbè, lui poi per essere più lucido ingurgitava e inalava qualsiasi tipo di droga, io sto invece semplicemente meditando di immergermi in una tre giorni di completo digiuno per
distillare i miei pensieri che adesso si accavallano e basta, per sciogliere alcuni nodi fondamentali rispetto a scelte importanti e diciamolo, per ritoccare i risultati della cura dell'acqua, in modo che l'eventuale scelta delle vita alta non mi colga impreparata. I nodi da sciogliere sono svariati, vivere in pieno centro o trasferirmi in campagna? Piscina o palestra? Capelli lunghi o taglio drastico? Darla o non darla?
Meglio sola o mal accompagnata? Sesso con o senza amore? Vita bassa o vita alta? (questo si capisce che è un punto fondamentale).
Vago per la città con le cuffie e la musica a tutto volume, cercando la soluzione a tutti questi quesiti, sperando che mi si pari davanti girando l’angolo. In casa, (nelle mezz'ore che ci sto), riprendo in mano libri letti e riletti, cerco risposte, li apro come i Ching. Dovrei chiudermi un po’ in casa in effetti, mi dice la vocina mistica, subito raggiunta dalle frequenze disturbanti dell’esterno, da quel “rumore” alla Luhmann incarnato dal suono soave delle sirene della mondanità e del presenzialismo a tutti i costi. C’è la Festa dell’Unità, l’ultima con questo nome, dovrò pur dire ai miei figli “Io c’ero”, chissà che non lo possa testimoniare anche la mia splendida cenerina vinta proprio ieri sera con il gioco dei tappi. Ne dubito dato che ho fatto morire anche delle piante grasse ma chi può dirlo. E poi diamine, conosco solo delle Vergini, e allora avrò 10 compleanni con festine annesse, mica perderle. E poi c’è il tango, amore e odio, ho delle serate piuttosto mondane previste per questa stagione, del resto almeno potrò sfoggiare quei 100 vestiti appesi nel mio armadio, e poi ho un focolaio di voglia di ballare piuttosto preoccupante. Voglio ballare in quest autunno, perdermi, giocare, rimbambirmi di musica e di abbracci, lasciare a casa la testa e regalare il mio cuore per qualche istante.
Oggi vorrei teletrasportarmi come Hiro, arrivare anche solo per un giorno a Buenos Aires, passare 12 ore di tango, stordirmi e uscire a respirare quell’aria di porto e di smog che mi è tanto familiare, arrivare al fiume Tigre e tornare indietro concentrandomi, pronta ad accompagnare la mia amica Aeiouy al concerto di Mario Biondi.
 
 
postato da: Smellissa alle ore 11:56 | link | commenti (3)
categorie:
giovedì, 23 agosto 2007

viversaniebelliIo sinceramente non ho mai capito a quale target di donne si rivolgano esattamente tutti quei giornali che accumulo sotto l’ombrellone in agosto, non dico quelli che si occupano esclusivamente di gossip, no, quelli è chiaro che li leggono tutti, e non solo dal parrucchiere come si suol dire. Parlo di quei settimanali di moda, bellezza, forma, tipo Viversaniebelli, Starbene, Silouhette, Vitality e affini. Me lo chiedo perché non ho mai capito questa storia del ritorno in città dopo le ferie, quegli articoli su come conservare lo “stato di grazia” acquisito durante le due settimane al mare, la pelle liscia e rilassata, le istruzioni per non perdere la linea ottenuta a colpi di ginnastica sulla spiaggia all’alba, nuotate infinite, cene di pesce e insalata. Ma che vacanze fanno mai queste donne che partono gialline e grassocce e ritornano splendide come delle dee? Io ho 30 anni e dalle mie ferie sono sempre tornata ingrassata, col muscolo un po’ ceduto e la pancetta, perché in città vado in palestra regolarmente e in vacanza mi muovo solo per girare le pagine dei giornali, spalmare la crema protettiva,  e per andare al massimo al bar o al bagno, e poi visto che sono in vacanza appunto, mangio…la sera esco, sempre per lo stesso motivo, magari bevo, faccio comunque tardi, e la mattina ho le occhiaie, che mi fanno compagnia almeno per una settimana dopo il rientro in città; la mia pelle poi è cosparsa di brufoli dovuti allo  stress, al poco sonno, alle pressioni familiari, e solo quando metto piede a casa mia a Bologna ritorna decente, salvo quelle macchie fastidiosissime che il sole mi regala nonostante le protezioni altissime che spalmo continuamente. Per non parlare poi dei capelli, che al momento sembrano vivere di vita propria.

Perché di questo i miei giornali non ne parlano? Non c’è una ricetta magica per tornare presentabile dopo le vacanze nel più breve tempo possibile?  Sono solo io a pensare che le mie ferie debbano essere dedicate al riposo della mente e del corpo? Sono solo io a tornare dalle ferie con il bisogno impellente di una revisione totale?

Mai mi sognerei di nuotare per un’ora di seguito o peggio di fare jogging sulla spiaggia, come consigliano tutte queste giornaliste, che poi voglio vederle nuotare loro ad agosto, in mezzo ai materassini e alle moto ad acqua, e soprattutto voglio vederle fare yoga o Pilates (che adesso va un sacco) alle sette di mattina sul bagnasciuga. O ordinare merluzzo scondito in una sagra salentina. O dire a tutti quanti alle undici di sera: buonanotte, vado a dormire che le mie otto ore devo farle assolutamente.

Tutto questo per dire a tutti che tornerò quella di una volta, mi bastano un paio di settimane in  città per riprendere quell’aria fresca e riposata che avevo prima di partire per le ferie e per far sparire questa odiosa pancetta che mi è venuta...

postato da: Smellissa alle ore 12:07 | link | commenti (12)
categorie: langolo della lamentela
lunedì, 16 luglio 2007

Shadows

S - Ciao come stai? E’ una vita che non ti vedo!

L - Ma ciao! che ci fai qui? E questa bici da dove spunta? Ma è enorme…ah no scusa…è sul gradino...

S - Che strano incontrarti…sono mesi che non ti vedo, che fine hai fatto?

L - Adesso lavoro tutte le mattine in una compagnia teatrale a casa di Dio, sono felice, non giro molto la sera, sono sempre stanco…e tu?

S - Io…bè…io….non so...sì. Io…io  lavoro in zona adesso…proprio lì, in via Irnerio.

L - Ma dai, a due passi da casa mia…un giorno della prossima settimana se ti va ci vediamo! Così mi racconti tutto! Ma il tango?

S - Eh..bè..sì, il tango. Si…dunque…non so. Magari ne parliamo se ci vediamo…comunque finisco presto di lavorare, ho un sacco di tempo libero…piuttosto anche te…non ti vedo da un secolo in milonga mi sembra…ma io che posso dire, in effetti non ci vado più da due anni…

L - Il tango…magari ne parliamo ok? Comunque si che ci vediamo! Ti chiamo io che se aspetto te…

S - Va bene… (abbraccio, odore, consistenza…) ciao allora…

A volte ritornano...

postato da: Smellissa alle ore 14:34 | link | commenti (6)
categorie:
domenica, 13 maggio 2007

20Family Day

 

Sabato sono stata al Family day in veste di ospite documentatrice, estranea agli schieramenti  che hanno animato le due piazze romane, curiosa di cogliere solamente lo spirito che ha portato migliaia di persone a manifestare le proprie idee in questa giornata che per me rappresenta solo l’anniversario  del divorzio.

Dico estranea perchè credo alla famiglia in senso lato, che sia di sangue o no, ma non condivido l’idea che ha animato entrambi gli schieramenti, un’idea che voleva essere apolitica ma che invece altro non ha espresso se non l’eterna guerra tra rossi e bianchi, tra maggioranza e opposizione.

Prima tappa: Piazza San Giovanni; già nella metro mi rendo conto della portata dell’evento dato che le vetture sono cariche di gente che, ignara forse degli ultimi fatti di cronaca,  sbatte a destra e sinistra simpatici ombrelli a punta con su scritto Più Famiglia. Arrivando in piazza sembra di essere in un gigantesco asilo nido a cielo aperto, centinaia di bambini rischiano un malore sotto il sole, è impressionante la quantità di carrozzine, inquietante la vista di queste felici famigliole corredate di minimo due figli a testa. Tra infiniti gruppi di anziani, scouts, preti e papaboys cerco di orientarmi senza prendere qualche malattia, faccio lo slalom evitando tonnellate di rifiuti e bagni chimici strabordanti. In un attimo mi sento calata in una messa, tutti inneggiano al Signore e invece degli slogan si ripetono canzoni della chiesa. Quello non è il mio posto, non ho dubbi, e me lo conferma Berlusconi che nella sua solita semplicità ribadisce che essere di sinistra è incompatibile con il cattolicesimo. Di sinistra? Ma non doveva essere una giornata lontana da ogni tipo di strumentalizzazione politica? Vabbè, siamo alle solite in fondo. Ma non posso fare a meno di pensare a mio padre, cattolico e di centro-sinistra, chissà come avrà preso lui le parole del Berlusca, lui che da sempre mal sopporta l'arroganza e l'ignoranza della destra italiana e rifugge ogni estremismo, lui che crede nella famiglia tradizionale e di fatto.

Riprendo la mia strada e, evitando accuratamente la metro questa volta, raggiungo Piazza Navona, la piazza del Coraggio laico.

Molta meno gente e un’atmosfera piuttosto spenta. Qualche sparuto gruppetto di gay, studenti, femministe, banchetti colorati, qualche famiglia con pupo al seguito e nell’aria la musica rock invece dell’Halleluja. Mi fermo pochissimo, il tempo di sorbirmi qualche anatema contro i fascisti dell’altra piazza, nessun riferimento nelle parole degli animatori ai Dico, il vero motivo della presenza lì dei manifestanti, tanti i rimproveri amari contro i grandi assenti politici. Neanche quello è il mio posto.

Cosa resta di questa giornata oltre ad una piazza incredibilmente sporca? Me lo chiedo tornando a casa, in attesa di divorare i giornali della domenica.

Penso ai miei studi universitari, ai sette/otto esami almeno in cui ho ripetuto ai miei prof senza reale cognizione  di causa che la famiglia oggi è morta.

Io nella famiglia ci credo e la famiglia mi piace come concetto, che siano i miei genitori da cui torno sempre volentieri e che lascio sempre con un pizzico di amarezza, che siano gli amici, la mia vera famiglia adesso. Credo nella famiglia come unione di intenti, come progetto comune al di là dei contratti. E i Dico per come sono stati pensati non mi convincono per niente.

L’Italia non è il mio paese in questo momento, un paese in cui la piazza esprime questo, in cui i cattolici lottano contro i laici, in cui i problemi reali passano in secondo piano e di continua a perdere tempo, a far finta di niente.

Molto meglio progettare il sabato sera allora.

postato da: Smellissa alle ore 23:47 | link | commenti (12)
categorie: report, langolo della lamentela
venerdì, 04 maggio 2007

santaLA TRAGHETTATRICE

Ogni tanto capita a tutti di voltarsi per un momento e riguardare la propra vita, quella passata, a me piace fare un giochino, piuttosto sadico, mi piace ritrovare un filo negli avvenimenti, ricercare quel qualcosa che lega in fila i fatti, le cose, le persone, mi piace iscrivermi in un ruolo credo, far quadrare le cose per poterle maneggiare con cognizione.

Bene, se metto in fila i miei uomini e li sfoglio come figurine di un album, mi rendo conto di essere stata per loro un ottima TRAGHETTATRICE, da novella Caronte dei giorni nostri, li ho trasportati tutti da qualche parte, non importa dove ma in qualche modo li ho accompagnati in un luogo diverso da quello nel quale li avevo incontrati, spesso un luogo migliore. Specialista della crisi esistenziale, li ho rimessi in sesto consegnandoli nuovi di pacca a qualcun'altra, per qualcuno sono stata una sorta di ILLUMINAZIONE, altri ancora grazie e a me, alle mie sagge parole e alle mie amorevoli cure adesso vivono un'esistenza diversa. C'è quello che ha cambiato lavoro, quell'altro che ha capito che la sua vita era in un'altra città, quello che ha riscoperto l'amore per la propria donna originaria, quello che si è fatto monaco, quello che ha cambiato modo di ragionare e adesso corre per le praterie libero e felice, quello che è diventato gay, quello che è guarito dalla depressione.

Santa Smellissa salvatrice di anime perse.

In questo cupo venerdì piovoso immagino il mio biglietto da visita sacro, a mezzo busto, con l'aureola e le braccia aperte, pronte ad accogliere il prossimo caso sociale.

postato da: Smellissa alle ore 10:01 | link | commenti (22)
categorie: amore, riflessioni
martedì, 01 maggio 2007

declino

 

In questi giorni sono tornata nella mia città natale, Taranto, quella che adesso viene chiamata "La città del dissesto", avendo nell’ottobre dello scorso anno dichiarato fallimento.  Avevo letto in questi mesi della degenerazione della vivibilità tra le sue strade, con un aumento della micro criminalità e il deterioramento del servizi pubblici dovuto all’impossibilità materiale del comune di pagare gli stipendi ma non immaginavo una città potesse seriamente andare così a rotoli.

Ovunque cassonetti straripanti, crateri nelle strade da far saltare in aria un motorino, branchi di cani randagi, spiagge piene di rifiuti.

E un insolito fervore tra la gente: dopo un periodo di vuoto, di commissariato post dimissioni dell’ultimo sindaco ladro, Rossana di Bello, condannata a 16 mesi per la gestione di un appalto, a fine maggio ci saranno nuove elezioni.

Si mormorava, dopo il disastro, che forse poteva essere una nuova occasione per Taranto per pensare di  fare piazza pulita del marciume, rinascendo con altri presupposti, ma come prevedevo era solo un pensiero utopico. La Molle tarentum rigurgita in occasione delle elezioni ben 33 liste per 11 aspiranti, con oltre 1200 persone che ambiscono ad avere un seggio nel Consiglio Comunale, dal politico alla casalinga, al netturbino. Persino il nostro fiore all’occhiello, Giancarlo Cito, ex sindaco con un lucente passato da picchiatore fascista nonché dal curriculum così simile ad un nostro passato Presidente del Consiglio, era pronto a candidarsi dalla cella. Peccato, non sussistevano le condizioni, ha sfoderato solo suo figlio Mario,  Giancarlo non sarà sindaco ma corre per un posto da Consigliere Comunale.

Il lato pittoresco della triste questione è che i muri sono letteralmente invasi da manifesti elettorali con le promesse più disparate e i volti più sospetti, nomi noti alla cronaca tarantina degli anni 90 fanno capolino ovunque ci sia spazio per un cartello, vecchie fiamme tricolori svettano senza ritegno, sorrisi a 32 denti a cui manca solo la bavetta al pensiero della conquista del tesoro che ha permesso già a intere discendenze di arricchirsi alla faccia dei poveri operai che ogni giorno lasciano la salute all’Ilva.

E la gente? Tarentini sunt…ascolto i discorsi al mercato centrale, discorsi della gente comune, non si parla d’altro, tutti rimpiangono Cito, gli anni d’oro in cui Taranto aveva la sua fontana tricolore, le buche coperte, i vigili con il manganello e la sicurezza di avere al potere un uomo forte, un duro, uno che ha avuto come unico difetto quello “di mettersi contro la magistratura”.

Vado via con il peso nel cuore di vedere quella che è stata la mia città per tanti anni, in rovina e senza la speranza di una possibilità di recupero. Amore sfinito lo chiama Giancarlo De Cataldo nel suo libro "Terroni", un racconto impietoso sulla storia di Taranto che farei leggere a tutti i miei concittadini.

postato da: Smellissa alle ore 21:55 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni, cittĂ , langolo della lamentela
venerdì, 20 aprile 2007

julioChiacchierando con un amico ho appreso una notizia che mi ha illuminato il week-end, basta davvero poco a volte...domani la Romagna ospita niente di meno che il mio ballerino preferito, Julio Balmaceda. In altri tempi questo poco sarebbe stato più importante di qualsiasi altra cosa, ho attraversato l'oceano per vedere ballare codesto uomo, per vedergli appoggiare i piedi come un gatto, l'ho guardato rapita non so quante volte e in quante città diverse, qualche sera ho selezionato la musica solo per lui, si, ho fatto quello che un dj non dovrebbe mai fare, lo ammetto, ma sfido ad averlo in sala e a non provarle tutte per farlo ballare in pista...per me lui è un tango dell'orchestra di Carlos di Sarli cantato da Rufino, per me lui è un vals, Pedacito de cielo, una piuma ballando il vals lui, che in coppia con la sua ballerina arriva almeno a  170 kili.

Strano che ora io venga a sapere che sono qui solo il giorno prima quando fino a un paio di anni fa potevo sapere cosa avrebbe fatto da qui ai prossimi due anni...ma domani andrò a vederlo un'altra volta, perchè no, in fondo è una delle poche cose del tango argentino che ancora mi fa venire la pelle d'oca.

Qui ho trovato un suo video girato a Buenos Aires, ballando Siete Palabras, un tango che adoro.

C'ero anche io quella sera ovviamente...

http://www.youtube.com/watch?v=cPbtvJibKEU

postato da: Smellissa alle ore 15:42 | link | commenti (7)
categorie: tango
venerdì, 13 aprile 2007





DEDICATO A TUTTI COLORO CHE AMANO L'AMORE NEL SUO ESSERE COMPLETO, CON LE PENE E I BATTICUORI, A TUTTI COLORO CHE SANNO OGNI TANTO ABBANDONARE IL CINISMO PER LASCIARSI TRASPORTARE, SENZA GIUDICARE.





travel



Por detras de ti te busco.

No en tu espejo, no en tu letra,

ni en tu alma.

Detras, mas allà.



Pedro Salinas



Bio con l'arrivo della primavera si risveglia (faccio come gli albicocchi!!!)

Sarà che barcellona è alle porte e lo spagnolo rinizia a frullarmi in testa, sarà che sono innamorata dell'amore e non voglio rinunciare a un "progetto di benessere" in due, magari non per sempre, magari solo per un periodo, ma con la primavera arriva spesso il desiderio di essere investiti da un sentimento forte, il desiderio di lasciarsi toccare il cuore!
postato da: biogirl alle ore 10:33 | link | commenti (16)
categorie: amore

Chi sono

Utente: Smellissa
Tu saresti capace di piantare tutto e ricominciare la vita da capo? Di scegliere una cosa, una cosa sola e di essere fedele a quella, riuscire a farla diventare la ragione della tua vita, una cosa che raccolga tutto, che diventi tutto proprio perché è la tua fedeltà che la fa diventare infinita, saresti capace? (da "Otto e Mezzo" 1963)

STO LEGGENDO

"L'educazione sentimentale" Gustave Flaubert

HO VISTO IERI

"Mio fratello è figlio unico" di Daniele Luchetti

ASCOLTO ADESSO

Tom Waits - Orphans

Hanno detto:

JohnShadows in MANINE ANNI '90

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

amore
annunci
cinema
cittĂ 
donne
la maga
langolo della lamentela
libri
moda
musica
report
riflessioni
tango
teatro

BLog interessanti (e siti web)

Aeiouy Costume e SocietĂ 
Almost 30
Attraverso lo Stargate
Black&Blonde
CineBlob
De Bateaux
Dive-bar
GreenMilk
Jakartacafé
La Finestra sul Cortile
Lorenzo Mazzoni
Malvestite.net
Mello's blog
MurdaMoviez
Portale sul Cinema Asiatico
Recensioni Cinematografiche
Secondavisione
Spettro della bolognesitĂ 
THE SARTORIALIST

Chi scrive?

Bottoni


Contatore

visitato ben *loading* volte